Inaugurato sabato 26 settembre ad Arona nell’ex-macello comunale, oggi riqualificato, il museo si apre come Polo di Inclusione Sociale e rilancio per il territorio, grazie all’importante donazione della famiglia Sansone-Usellini
Cosa può fare un privato, collezionista, per il proprio territorio di nascita o di adozione? Quanto può l’arte porre una città e una comunità al centro del dibattito culturale, aprendole a nuove opportunità? E come può un museo diventare una chance di crescita e professionalizzazione per una Cooperativa di Inclusione Sociale?
Queste sono solo alcune delle domande che mi sono posta preparandomi a partecipare all’apertura del nuovo Museo di Arte Moderna e Contemporanea “Fanny Usellini” di Arona e, indubbiamente, in questo nuovo progetto espositivo ho trovato risposte e nuove prospettive.
Vivere gli spazi: la cultura come inclusione e motore di rinnovamento
Recupero dell’ex macello comunale. Otto anni di progettazione e realizzazione. 556 opere donate.
Sono questi i tre punti cardine attorno ai quali è ruotata l’inaugurazione, mettendo al centro l’impegno e la dedizione che l’Amministrazione, insieme al curatore Luigi Sansone, ha investito nella realizzazione di un progetto pensato non soltanto come recupero di un bene immobiliare e celebrazione di una collezione privata, ma come attivazione di collaborazioni sostenute da impegno civile e amore per il territorio.
A testimoniare questa convergenza di intenti è il fatto che il Museo sia anche Polo di Inclusione Sociale: ad accogliervi, infatti, insieme alle opere di alcuni dei più straordinari interpreti del Novecento, ci saranno i ragazzi della Cooperativa Sociale Il Ponte, che dal 1998 si occupa di inclusione di persone con disabilità e socialmente svantaggiate attraverso la formazione professionale. Nel caso del “Fanny Usellini” si occuperanno della gestione del bistrot, voluto non soltanto come servizio accessorio alla visita, ma come attività aperta al pubblico, affinché turisti e cittadini possano vivere e animare questi spazi rinnovati e restituiti alla città.


E non solo: nel cortile della struttura trova spazio Orto Allegria, progetto di orticoltura e pedagogia della natura nato nel 2022 dalla Fondazione Mike Bongiorno. Quello di Arona prosegue un percorso già sperimentato sul territorio e sarà curato interamente dai ragazzi e dalle ragazze del Centro Diurno Brum: un ulteriore tassello di quella visione della cultura come qualcosa di vivo, capace di generare relazioni, partecipazione e benessere.
La collezione Sansone – Usellini

“Devo tutto all’arte e agli artisti. Questo museo è un atto d’amore, uno scrigno che contiene opere che hanno per me un significato molto profondo, come se fossero i globuli rossi del mio sangue. Ho vissuto con queste opere per moltissimi anni, ora sono vostre”.
Le parole di Luigi Sansone spiegano forse meglio di qualsiasi altra cosa ciò che sta alla base di questo nuovo polo espositivo: quadri e sculture che ha deciso non solo di custodire e proteggere, come da espressa richiesta della moglie Fanny, venuta a mancare nel 2018, ma anche di donare alla cittadinanza, nella convinzione che l’arte vada condivisa, raccontata e vissuta dagli occhi di tutti, per il bene di tutti.
Il percorso espositivo si sviluppa in ordine cronologico e, lungo le pareti delle diverse gallerie, incontriamo arte africana, Futurismo, Pop Art, Movimento Arte Concreta e Arte Concettuale e altro ancora: un viaggio nel tempo e nelle poetiche artistiche che hanno attraversato e scosso il Novecento, dove un Dalí incontra un Fontana e Andy Warhol dialoga con Enrico Baj, Marino Marini, Chagall, Scarpitta e moltissimi altri.






A concludere il percorso, raccogliendo in qualche modo il senso dell’intera operazione, è una sala dedicata a Gianfilippo Usellini, che proprio ad Arona morì nel 1971, lasciando alla figlia Fanny e a quello che sarebbe diventato suo genero, Luigi, il compito di tramandare una vita fatta d’arte e di amore per il Lago Maggiore.
Qui trascorse infatti le sue estati fin dal 1903, in quella Villa Usellini che vide l’infanzia e la giovinezza di Fanny: cresciuta tra storici, critici, artisti e collezionisti, sviluppò a sua volta amore e gusto per l’arte, curando poi diverse antologiche dedicate al padre.



Vogliate bene a questo Museo
Il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “Fanny Usellini” è quindi un atto d’amore e di riconoscenza, ma anche un modo per consegnare alla storia e alla comunità qualcosa di destinato a sopravvivere alle singole vite: il legame profondo che la famiglia Usellini-Sansone ha sempre coltivato con Arona e con l’arte.
Un’operazione di riqualificazione edilizia che incontra la volontà di trasformare ciò che prima era mio in nostro, mettendo al centro le persone che si prenderanno cura dello spazio espositivo e di chi lo vivrà, e facendo dell’accessibilità uno degli elementi fondanti del museo.
Ecco quindi che le parole del sindaco, Alberto Luigi Gusmeroli: «Amiamo, aiutiamo, vogliamo bene a questo Museo» riassumono l’anima di un progetto nato per entrare nel cuore di una città e, forse ben presto, anche di tutti noi.
Ph. di copertina Comune di Arona | info: https://www.museofannyusellini.it/#/

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